Nel colloquio con la natura, il bresciano non alza la voce, non urla, usa un tono parlato, anzi sommesso, che si vale di squisite modulazioni di grigi, a mettere la sordina ai rosa, ai bianchi, ai verdi che il racconto figurativo richiede. Ottiene così positivi risultati, che c'inducono a suggerirgli di conti¬nuare nella pittura di paesaggio, non meno valida dei suoi ritratti e di quei suoi bambini nel cui reame d'innocenza egli si muove così a suo agio.
LIONELLO FIUMI – IL PITTORE DELL'INNOCENZA – SALERI

Gabriele Saleri impasta tonalità calde, di preferenza sui bruni rilevate qua e là da macchie più decise, ben assorbite nell'insieme della composizione. È un mondo più bresciano nel senso d'un legame stretto alla nostra tradizione, sorretto da un acuto mestiere ed emozioni autentiche, imponendo equilibri, simmetrie, il tutto fuso nel tono generale anche quando è tentato da note più acute...
LA VOCE DEL POPOLO 16 NOVEMBRE, (1973)

Come giunge il periodo delle ferie estive, eccolo partire per dipingere a suo talento in regioni d'Italia che pittorescamente l'attraggono in modo particolare. Coglierà paesaggi e figure tipiche che li popolano: ne nascerai visioni e composizioni di sottile vena poetica – una sorta di "scapigliatura" in chiave moderna – chè, dopo l'attenta, appassionata ricerca del colore...
DI JO COLLARCHO

In questo suo mondo di colori, in questo universo dove ci si può esprimere e comunicare solo con un alfabeto colorato Saleri dipinge la sua libertà d'artista. L'appassionata gamma delle sue vibrazioni che tradotte sulla tela diventano quei paesaggi traboccanti, carichi di vitalità, ricchi di un sentimento che va oltre la pittura per diventare ragione d'esistere, per esprimere un suo intrinseco modo di essere uomo e non solo pittore.
SALERI GABRIELE
VISTO DA GINO MORBIDUCCI

Nei bozzetti di Saleri ci trovi la pennellata sciolta e furente, terra e cielo in un groviglio inestricabile, espressionismo come volontà di sfogo interiore.
LUCIANO SPIAZZI - GABRIELE SALERI, (1971)